L'Orso Russo ha sferrato il suo secondo ed ultimo attacco tra il 10 ed il 12 Febbraio e le evoluzioni sono state molteplici, siamo stati sommersi di richieste di spiegazioni da parte dei nostri utenti ed abbiamo decido di darvi una spiegazione molto semplice della meccanica meteorologica che si è verificata sulla provincia di Reggio Emilia in quei 3 giorni di ordinaria follia nevosa.
Tranquilli, non vogliamo esagerare, il richiamo era solo cinematografico, ciò che è accaduto sicuramente è un evento raro, a grandi linee possiamo affermare che è stato un fenomeno che si verifica ogni 10 anni sul nostro territorio, pertanto non è un evento inedito dovuto a chissà quale congiunzione astrale o maledizione di qualche popolazione dell'America centale.

Le ondate di freddo più intense degli ultimi anni:
1985 - Gennaio su gran parte dell'Europa sarà uno dei più rigidi periodi del secolo, iniziato già alla fine di Dicembre, il freddo si accentua quando l'Anticiclone delle Azzorre con moto meridiano si estende dalla penisola Iberica all'artico, spianando la strada ad una feroce incursione di una massa d'aria che prese la sua origine direttamente dall'artico siberiano, attraversando scandianvia, Germania ed arrivando fin qui in Italia dove in quelle due settimane di duro attacco portò quasi 70 cm di neve a Reggio Emilia (di cui quasi 20 cm solo il 9 di Gennaio). Anche le temperature furono degne di nota e sicuramente più che paragonabili a quelle di questo 2012, i valori per giorni oscillarono in città tra i -13°C ed i -11°C, con il picco massimo del secolo che scese sotto i -15°C in città e verosimilmente attorno ai -20°C in campagna.
1991 - Nel mese di Febbraio per 17 giorni i valori delle temperature minime scendono sotto lo zero, una potente alta pressione si colloca sulla Scandinavia, mettendo in moto una vasta goccia d'aria gelida dalla Siberia verso il Mediterraneo. Nella seconda settimana del mese caddero in tutto quasi 50 cm di neve intervallata da una giornata di scarse piogge. Altra annata con temperature minime che arrivarono in città a toccare i -14°C ed in campagna ancora valori ben peggiori.
1991 - Nel mese di Aprile fa il suo arrivo il "Buran", l'impetuoso vento orientale (protagonista il 10 di Febbraio di quest'anno), che in poche ore transforma la pioggia che il 17 batteva sulla provincia di Reggio Emilia in neve, ad al mattino del 18 Aprile le precipitazioni sono solamente nevose e molto abbondanti, con fiocchi di grandi dimensioni che comportano un accumulo al suolo di 15/20 cm tra città e pedecollinare, con numerosi danni agli alberi ed alle piante per la pesantezza della neve bagnata e l'avanzato stato di germogliazione delle stesse.
1996 - Inverno abbastanza tranquillo ma interessante perchè a Santo Stefano fa il suo ritorno sul nostro suolo il gelido vento di "Buran" dalla Russia. Le temperature minime non saranno irresistibili, attorno ai -7°C.
2001 - Il giorno di Santa Lucia torna il "Buran" a fare una visita alla provincia di Reggio Emilia, in serata le raffiche raggiungono i 70 Km/h ed al suolo si accumulano velocemente 10 cm di neve farinosa e secca che si risollevava e viaggiava orizzontalmente ad ogni raffica di vento. Il traffico si paralizzo un pochi minuti su buona parte della rete stradale reggiana, addirittura si assistì all'abbandono da parte di molti automobilisti delle proprie auto lungo le strade per rientrare a casa a piedi. Numerose anche le auto che uscirono di carreggiata per il fondo viscido delle strade che colse impreparati tutti, soprattutto chi usciva dal lavoro proprio durante quelle ore.
2002 - Gelo non irresistibile, ma comunque presente e duraturo con valori di circa -6°C in città, le nevicate vi furono, ma l'evento più importante portò poco meno di 10 cm di neve a Reggio Emilia.
2004 - Un vasto Anticiclone dalle Isole Britanniche si spinge verso la Scandinavia ed una bassa pressione si forma nel Mar Ligure, attivando una forte discesa di aria fredda che portò sulla nostra provincia molta neve, il 28 Febbraio cadono la bellezza di 40 cm di neve fresca sulla nostra città, un record dal momento che in tutto il secolo scorso solamente il 20 Febbraio del 1933 cadde un quantitativo maggiore di neve (circa 43 cm) e nel 1° Febbraio del 1909 si ebbe lo stesso quantitativo. Da notare anche che tale quantità di neve si concentrò dall'alba al tramonto, quindi in sole 12 ore circa. In tutto il mese si contarono quasi 65 cm di neve su Reggio Emilia.
Le zone più colpite risultarono quelle di montagna, dal momento che la perturbazione ruotava su di una bassa pressione al largo della Liguria.
2005 - Tra il 20 Febbraio ed il 3 Marzo la neve è caduta quasi tutti i giorni, con un totale di quasi 30 cm di neve, la neve cadde quell'anno per 13 giorni e ciò è ragguardevole. Anche a Novembre si verificarono delle notevoli nevicate, con valori che raggiunsero i 20 cm di neve il 26.
2009 - In Gennaio le temperature crollano, si registra un valore minimo in città di -13°C, causando la gelata di moltissime piente, tra cui molti ulivi ornamentali. Il 18 Dicembre tutto il Nord Italia si copre di bianco, da satellite la coltre nevosa copre tutte le regioni dalla Liguria al Friuli-Venezia-Giulia. A Reggio Emilia cadono quasi 32 cm di neve. Colpa dell'Anticiclone delle Azzorre che viene isolato sull'Islanda ed una vasta serie di basse pressioni si formano in Europa, tra cui una sull'Appennino centro Meridionale, autore di queste nevicate. Il grande gelo arriva dal 20 dello stesso mese, con una vasta bolla gelida che si ferma sull'Europa centrale.
2010 - Il 31 Gennaio nevicata importante su tutto il reggiano, con accumuli molto rilevanti in Appennino ed in città valori che vanno dai 15/20 cm.
2012 - Da metà giornata del 31 Gennaio la neve inizia a cadere sulla provincia di Reggio Emilia, un primo attacco della durata di 3 giorni porta 15+20+12 cm di neve. A questi si sommano altri 45 cm di neve caduti tra il il 10 di Febbraio ed il 12 dello stesso mese. Inizio di anno scoppiettante, come non si vedeva dal 2004 e dal 1991. In quegli anni non si verificarono più precipitazioni, neppure in Novembre e in Dicembre, il metro di accumulo in un solo anno non si raggiunge dal 1963 e dal 1956.
Discorso a parte sono le giornate di gelo intenso e di quelle non seguite da disgelo (le giornate in cui le temperature massime non sono salite sopra lo zero), che in questo secondo caso sono state ben 12, anche se solo 11 imputabili a questo gelo Siberiano (l'altra giornata isolata era stata caratterizzata da una lunga serie di giornate nebbiose che oscuravano il Sole a metà Gennaio ndr.), per trovare un periodo così lungo di giornate senza disgelo si deve arrivare al 1985 ed al 1981 con 10 giorni e prima ancora al 1963 e 1964 rispettivamente con 21 e 11 giorni).
Questa cronologia è strettamente circoscritta alla provincia di Reggio Emilia ed al massimo alle nostre cugine limitrofe (Parma e Modena), le nevicate di questo inizio di Febbraio per zone come la Romagna è un evento del tutto unico con accumuli che hanno superato nella Val Marecchia riminese valori di 290 cm! Nella sola Forlì in centro si sono superati i 150 cm di accumulo, e queste sono cifre di ben altro spessore. Per trovare dei dati simili riportati a Reggio Emilia si deve ripercorrere gli annali fino al 1933, quando in quell'anno si ebbero circa 210 cm di accumulo, ma non in un singolo evento.
Dagli archivi dell'Osservatorio Meteorologico di Modena risulta che solo nel Dicembre del 1844 caddero qualcosa come 209 cm di neve nel capoluogo modense (e si desume da questo che anche Reggio Emilia abbia registrato dei valori del tutto simili).
Massimo rispetto dalla nostra redazione, quindi, va a tutta la popolazione Romagnola, ma anche Marchigiana e di tutte le altre zone dell'Appennino centrale che con grande dignità ed impegno stanno affrontando questa criticità con composta laboriosità e non alla ricerca di pubblicità o sensazionalismi come si è assistito spesso in questi giorni sul circo mediatico montato a dovere dai mass-media italiani.
Ma cos'è accaduto dalla notte del 10 di Febbraio?
Durante le prime ore della notte attorno all'1:15 il Buran ha fatto il suo ritorno sulla provincia di Reggio Emilia.
Noi di MeteoReggio.it ci teniamo a specificare che l'evento ha un solo nome ed è Buran, non Blizzard come si è letto e sentito fino allo sfinimento nei giorni precedenti l'arrivo della bufera di neve. Il primo è un vento di origine continentale Russa che spesso colpisce la Cina e la Mongolia, ma accade di rado che esso cambi obiettivo e muovendosi verso occidente metta nel suo mirino la penisola italiana facendo il suo ingresso preferibilmente dalla porta della Bora, già i nostri avi conoscevano questo vento, tant'è che è rimasta l'etimologia del nome "Buriana" che viene utilizzata tutt'ora da molte persone. Il Blizzard è una bufera di vento che solitamente si forma negli Stati Uniti ed in Canada e la natura di questo nome è appunto anglosassone. Che quest'ultimo nome sia adattabile a qualunque altra zona del Mondo è normale, il significato stesso della parola altro non è che "Bufera di Neve", ma siamo piuttosto attaccati alle nostre radici, pertanto ci sentirete sempre definire quel vento come Buran.
Polemiche lessicali a parte, le raffiche di vento hanno sferzato per tutta la notte la provincia di Reggio Emilia e più in largo tutta l'Emilia, con raffiche tra i 30/40 Km/h che sollevava la neve farinosa che lui stesso portava qui, accumulandola nei punti più protetti e spostandola da quelli più esposti con moto orizzontale (per averne un'idea potete trovare dei filmati prodotti da noi quella sera stessa sul nostro canale YouTube ndr.). Ma di esso all'alba già non ve n'era più traccia, se non per i modesti accumuli di neve al suolo che non superavano i 4/6 cm sulla pedecollinare (presumibilmente la zona più esposta ad accumuli).
Ma questo non era che l'anticipo di quello che sarebbe successo; come si vede da questa nostra immagine qui sotto, il vento ha velocemente scavalcato l'Appennino richiamato da una bassa pressione che stava prendendo forma nel Mar Tirreno e che gradualmente si stava spostando verso l'Appennino Centro-Meridionale.

Sul mare la nostra corrente fredda e secca ha accumulato un po di umidità che ha riversato sottoforma di precipitazioni piovose/nevose su Roma e più in largo su tutto il settore appenninico Centro-Meridionale, ruotando appunto attorno al cardine della bassa pressione. Passato nuovamente l'Appennino la corrente d'aria si è ritrovata di nuovo sopra un mare (il Mare Adriatico ndr.), dove ha potuto caricarsi una seconda volta di umidità e preparare il suo carico di precipitazioni da riversare sulla terra ferma e nel mirino in questo moto anti-orario c'erano le coste Adriatiche italiane e croate. Altro obiettivo non di secondaria importanza è stata l'Emilia con i suoi rilievi che hanno permesso a questo fronte perturbato di riversare altra neve su quella già presente al suolo.
Tale evento è durato più giorni perchè il nastro trasportatore non si è interrotto, la bassa pressione ha continuato a richiamare a sè aria fredda per molto tempo e sempre dalla porta della Bora, tant'è che il vento di Buran ha ripreso molto più blando già alle 14:15 dello stesso 10 di Febbraio, anticipando di un'ora il ritorno della neve dal fronte occluso. In circa 13 ore l'anello è stato chiuso ed il ciclo poteva ripetersi finchè il minimo barico non si è spostato ad est il giusto da interrompere l'alimentazione di questo flusso.
La meccanica di quanto descritto qui sopra è tutto nell'immagine, dove appunto si vede il Gelo Russo che viene richiamato verso l'Emilia-Romagna dalla bassa pressione sita nel centro Italia seguendo il percorso anti-orario delle frecce ed entrando nel circolo vizioso della bassa pressione chiamata "Lucina".
Ora, dopo due settimane di duro attacco da parte dell'Orso Russo, l'Anticiclone torna di prepotenza sulla nostra provincia, con il suo carico di "bel tempo" e serenità, di tanto in tanto interrotto da qualche incursione perturbata forse già nel week-end. Il Ponte di Wejkoff è ormai crollato da giorni e tutte le carte in tavola sono in fase di rimescolamento.
Con questo articolo abbiamo cercato di portare un po di chiarezza nei nostri utenti che hanno vissuto sulla propria pelle quanto accaduto in qusta prima parte di Febbraio. Ora si stà aprendo una nuova fase anticiclonica ed il Sole riporterà un po di ordine, sia precipitativo che termico. Le temperature gelide ci terranno compagnia ancora per poco, proprio oggi è previsto l'arrivo di un caldo vento da Ovest che scioglierà molta della neve ancora presente al suolo su tutto il nostro territorio. La nostra speranza è anche quella di avervi fatto un po di chiarezza sul fatto che per la nostra provincia non è successo nulla di eccezionale o che non sia già accaduto in passato, un passato anche recente. Sicuramente si è tattato di una situazione inusuale, ma che ciclicamente si ripete, pertanto lasciamo riposare in pace i Maya ed avviciniamoci un altro po a questa affascinante meccanica dell'Atmosfera che tanto ci riguarda da vicino.
Di particolare rilevanza non è stata tanto la neve, quanto il gelo, che per molti giorni (11 tra il 31 Gennaio ed il 12 Febbraio ndr.) anche nei valori massimi non ha mai superato lo zero su quasi tutta la provincia dal fiume Po al monte Cusna.
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Dott. Matteo Benevelli
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